The Terror: Infamy

Dopo il grande successo della prima stagione, The Terror torna con un nuovo e inquietante capitolo: Infamy.

Questa volta però siamo molto lontani dalle gelide notti artiche e dalle spedizioni della marina inglese alla ricerca del passaggio a Nord-Ovest. Dobbiamo infatti fare un salto temporale di quasi cento anni e cambiare totalmente contesto e storia che fanno assumere al format una connotazione antologica. Decisamente l’unico possibile per un tipo di show strutturato come The Terror.

Come per la prima stagione Infamy assume le caratteristiche di una storia basata su fatti realmente accaduti, ma arricchiti da una nota paranormale legata alle credenze di alcune culture, Inuit per la prima stagione (spiegata in maniera magistrale nel libro da cui è stata tratto il primo capitolo della saga) e giapponese per la seconda.  Ma la vicenda, seppur legata al Giappone si svolge molto lontano dal Sol Levante e forse è proprio questa una delle chiavi della vicenda. Una cultura lontana dalla terra di origine, credenze e riti che generazione dopo generazione sembrano perdere significato, diventando superstizioni. Ma siamo sicuri che lo siano veramente?

[foto: AMC]

 

Siamo nel 1941, in America, più precisamente in California nel piccolo villaggio di pescatori di Terminal Island, dove una piccola comunità giapponese ha messo radici, cercando di conservare e di tenere vive le loro tradizioni dall’urto della contaminazione culturale americana. Oscuri presagi però sembrano addensarsi all’orizzonte fin dalle scene iniziali, dove una ombra di morte sembra inseguire i protagonisti mentre la storia, quella vera, quella del Giorno dell’Infamia  (7 dicembre 1941), travolgerà i personaggi sconvolgendone le vite. Perchè dopo l’attacco a Pearl Harbor nulla sarà più lo stesso. Ci sarà il carcere per qualcuno, la caccia alle streghe per altri, mentre per tutti un trasferimento in campi di detenzione. Poi ci sono i sospetti, la paura che qualcosa si aggiri tra di loro, che voglia vendicarsi, che voglia qualcosa. O qualcuno. Il mondo degli spiriti della tradizione giapponese e si va così ad inserire in questa cornice storica tragica delle prime due puntate che hanno saputo tenere incollate allo schermo.

The Terror: Infamy ha tutte le carte in regola per una serie di successo, sono bastate due puntate (eh si, Amazon Prime ha deciso di far uscire ogni nuovo episodio tutti i venerdì, ricordandoci i vecchi tempi in cui dovevamo aspettare una settimana per sapere come andassero a finire le nostre serie tv preferite) per mettere in chiaro che il concept è quello vincente. Soprattutto grazie alla cura maniacale con cui sono state ricostruite le location e i costumi, per non parlare del lavoro di ricerca sulla cultura e le tradizioni giapponesi.

 

 

Dalila Peluso

Dalila Peluso

Accanita lettrice di King fin dall'età di 13 anni, divido la mia vita tra viaggi, librerie e campi di calcio.

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