Scappa – Get Out: la satira si fa horror

Lasciarsi alle spalle la “questione razziale” arrivati al XXI secolo sarebbe la giusta conquista di un percorso fin troppo lungo e tortuoso, ma la sfida resta ardua e il dibattito ancora aperto: se negli otto anni di presidenza Obama sembrava stessimo virando verso una società in cui l’intolleranza potesse sgretolarsi, il suo spettro si è fatto ancor più vivido nell’era Trump e il tremendo slogan Make America Great Again ha riportato a galla la discriminazione di una cultura ancora non inclusiva.
Jordan Peele, esordiente alla regia, ma già affermato comico, in Scappa-Get Out, riporta un’immagine degli Stati Uniti come terra di opposte fazioni che si scrutano sospettose nutrendosi dei rispettivi stereotipi.

Non è un caso infatti che sia tutto o bianco o nero, (sempre separato, nonostante i tentativi di unione) e già dalla prima inquietante sequenza, è chiaro il leitmotiv del film, che sulle note di “run rabbit run” – una caccia alla lepre in cui a prevalere è quasi sempre il cacciatore – vede contrapporsi il ragazzo di colore lungo una strada desolata e buia, alla macchina bianco lucente sulla quale sarà caricato con la forza.

get out scena del film

[foto: it.wikipedia.org | teamworld.it]

Il protagonista, interpretato da Daniel Kaluuya (protagonista dell’episodio di Black Mirror 15 milioni di celebrità) ha il volto perfetto per mostrare il giusto mix tra imbarazzo e diffidenza, quando si ritrova nella tenuta di famiglia della fidanzata bianca Rose. Neanche i domestici afroamericani sembrano metterlo a proprio agio, aumentando di contro la sua voglia di scappare da quella realtà distorta.

Mescolando Indovina chi Viene a Cena, La Notte dei Morti Viventi e La Fabbrica delle Mogli, Scappa-Get Out vive di contrasti, di simboli nascosti e di una schietta ed esacerbata riflessione sull’epoca che stiamo vivendo, il tutto affrontato con un razzismo “al contrario” che prende in prestito pregiudizi e stereotipi in accezione positiva: l’effetto ottenuto non può che essere perturbante, attiguo alla realtà e contemporaneamente lontano da essa.
Dopotutto Jordan Peele è un comico, ed è proprio l’ironia a fare di Get Out un horror interessante, intelligente e provocatorio, che nella scorsa stagione cinematografica si è distinto tra le tante altre proposte di genere.
Anche quest’anno Peele ci riprova con “Us”, da giovedi 4 aprile al cinema, che con un cast sempre prevalentemente afroamericano (il regista ha recentemente dichiarato che non si vedrebbe a scegliere un cast di soli attori bianchi, perché quel film “lo ha già visto”) tenta di affrontare le nostre paure più recondite e insidiose, Noi stessi.

 

Martina Rizzo

Martina Rizzo

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