Pet Sematary

Sometimes dead is better…

Il 9 maggio si avvicina e per voi Cinemetus ha in serbo una bella sorpresa…

In anteprima assoluta ecco qui una breve anticipazione di quello che vi aspetterà in sala. Tranquilli nessuno spoiler, ma lasciatemi dire che questo nuovo adattamento, diretto da Kevin Kölsch e Dennis Widmyer non delude le aspettative. Come per la versione del 1989 la storia ruota attorno le vicende che coinvolgono Louis Creed (Jason Clarke) e la sua famiglia trasferitasi dalla grande città nel Maine rurale. Le tematiche centrali sono ovviamente la morte e la sua accettazione, ma anche il mancato superamento di un passato doloroso che spalanca la porta ad  incubi e ricordi che assumono toni di oscuri presagi.

Curiosamente il film comincia dalla sua fine senza però svelare troppo e, inoltre, viene dato quasi un ruolo centrale alla foresta, ripresa con lunghe panoramiche che creano un senso di vertigine e disorientamento.

Essa è viva, sussurra, attende le sue vittime pazientemente, si prende quello che vuole e restituisce chi sembra essersene andato per sempre. Non c’è scampo, non c’è salvezza e anche l’apparente innocenza del Pet Sematary, un luogo  dove i ragazzini del posto seppelliscono i loro animali, assume tratti dark.
Fin dalla prima inquadratura infatti quello che si percepisce è un’aura di mistero e inquietudine che circonda quel luogo, i bambini mascherati  che compaiono all’improvviso con la loro piccola parata funebre, le enormi barriere che separano il cimitero dal cuore della foresta dove qualcosa si aggira nella notte. Qualcosa che viene raccontato nelle leggende e su cui forse è meglio non indagare a fondo.

 
remake cimitero vivente 2019 img

[foto: noidegli8090.com | wall.alphacoders.com]

 
Pet Sematary si è quindi rivelato un film all’altezza del libro, riuscendo a ricreare quelle atmosfere cupe che mancavano nella sua versione del 1989, soprattutto in alcuni passaggi cruciali come quelli in cui Louis Creed si ritrova ad attraversare la palude e quella zona di foresta coperta da un’inquietante foschia e lacerata da agghiaccianti lamenti che squarciano il silenzio della notte. Nonostante questo però vi consiglio di andare al cinema con la mente estremamente aperta ad alcuni cambiamenti, tra cui un finale totalmente inaspettato… e non aggiungo altro.

 

 

Dalila Peluso

Accanita lettrice di King fin dall'età di 13 anni, divido la mia vita tra viaggi, librerie e campi di calcio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *