Chucky, la bambola assassina

Qualche volta l’abbiamo pensato un po’ tutti: alcuni giocattoli hanno qualcosa di sinistro. Doveva crederlo anche Don Mancini, creatore e regista de La bambola assassina (Child’s play). Era il novembre del 1988 e nelle sale usciva la storia di Chucky, la bambola destinata a diventare un punto di riferimento insieme ad altri film horror dell’epoca. La storia è semplice, ma non è altrettanto facile metter nel sacco Chucky, la bambola assassina.

Uno psicopatico scopre che le pratiche voodoo che tanto ha studiato funzionano, e trova il modo di reincarnarsi nell’unico oggetto a sua disposizione…una bambola. Il film inizia con l’inseguimento tra l’astuto e cinico l’ispettore di polizia, Mike Norris, e il già noto alle forze dell’ordine Charles Lee Ray.
Durante un conflitto a fuoco Lee Ray viene colpito ed il suo complice decide di fuggire lasciando Ray con alle costole i suoi inseguitori.
Sembra tutto deciso, nessuna via di scampo ma il serial killer strangolatore Lee tenta ugualmente di nascondersi dentro un negozio di giocattoli.

Charles Lee Ray, conosciuto da pochi col suo nome d’arte “Chucky”, sta morendo dissanguato. L’ispettore Norris gli piomberà addosso, questo Chucky lo sa bene ed allora decide, con titubanza, di provare la magia voodoo! Ma quale corpo potrebbe mai prendere in prestito in quella situazione? Norris? Chucky allora ha un’idea folle: reincarnarsi in uno di quegli oggetti che gli stanno attorno cosi copiosi, tra tutti sceglie una bambola – una tra le più famose del periodo “Tipo Bello” (Good Guys).
Il cielo si illumina dopo aver pronunciato le parole del rituale e un’esplosione distrugge il negozio di giocattoli. Scampato per miracolo all’incidente ed ignaro di tutto, l’ispettore Norris decide che il caso può considerarsi chiuso; nel frattempo un barbone vicino al negozio coglie l’occasione per raccattare qualche giocattolo per farci qualche soldo.

chucky e andy

[fonte immagine: cinematographe]

 

Quella stessa notte un ragazzino di Chicago, di nome Andy, aspetta con impazienza che sorga il sole per poter scoprire finalmente quale doni gli spettano per il suo compleanno! Tra tutti i regali in lista il più desiderato è il famoso bambolotto parlante “Tipo Bello”.
La madre di Andy, Karen, che vive col bambino da sola in un appartamento, non può permettersi, con l’attuale lavoro, di comprare la bambola ad Andy, ma il destino vuole, o dovremmo dire la sfortuna, che un ambulante ne abbia una…
Si, è la bambola in cui lo spirito dello strangolatore di donne Chucky risiede. Riuscirà l’ispettore Norris a sfuggire alla vendetta di Chucky ora che è sotto altre sembianze? Credereste ad un bimbo che afferma che il suo adorato amico bambolotto è “vivo”?

La saga de “La bambola assassina” si compone dei primi tre film per poi passare a: La sposa di Chucky, Il figlio di Chucky, La maledizione di Chucky. Attualmente siamo al settimo capitolo: Il culto di Chucky (2017).
Il film non manca di riferimenti e citazioni ai famosi cult a lui contemporanei, come L’esorcista o La casa, specialmente nel linguaggio scurrile caratteristico dello strangolatore; come altri film horror anni ottanta, che possono o meno essere di nostro gradimento, Chucky – La bambola assassina rappresenta sicuramente uno di quei film che hanno lasciato il segno.

Maria Crucitti

Maria Crucitti

Appassionata di film horror e di fantascienza

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