Gogol: il gotico russo al Biografilm di Bologna

Questo è il primo anno che il festival Biografilm di Bologna inserisce un concorso sulle serie, provenienti da tutto il mondo. Tra le varie proposte nel programma, ne spiccava una – quasi come una anomalia, rispetto alle storie di banchieri truffaldini, rapine in banca (vedo che le banche vanno di moda), terapiste di coppia ricattate e trasferimenti di persone da un corpo all’altro – di genere fantasy horror dal titolo Gogol. Ho sentito un richiamo irresistibile perché Gogol era uno scrittore russo vissuto nel 1800, e scriveva racconti di genere gotico: questa è la serie per i nostri lettori.

Nel 1829 Nikolaj Gogol (Alexander Petrov) si ritrova a dover assistere l’eccentrico l’ispettore Guro in una inchiesta lontano dalla grande San Pietroburgo, a Dikanka, un villaggio dell’Ucraina, vicino a dove Gogol era nato. Il giallo ruota intorno all’omicidio rituale di giovani donne, uccise da un misterioso cavaliere demoniaco. Gogol giunto sul luogo entra in connessione con una entità sovrannaturale, rappresentata dalla bella Oksana, lo spirito di una annegata, che si invaghisce di Gogol, riconoscendo in lui delle capacità “nere” fuori dal comune, cosa di cui si è accorto lo stesso Guro. Allo stesso tempo viene affascinato dal candore dell’angelica Lisa, infelicemente sposata, e che presto sarà anche lei in pericolo per via del cavaliere. Gogol si trova diviso tra due mondi, il giorno e la notte, il mistero e il raziocinio, Oksana ed Elisa: deve combattere per non soccombere all’oscurità. Il villaggio è preda dei malefici di una strega che richiama il cavaliere nei giorni di festività religiose: forse si può batterla sul tempo, ma intanto altre presenze si aggiungono ad incrementare il pericolo. L’ispettore Guro viene ucciso, e Gogol dovrà contare sull’aiuto di un nerboruto fabbro, un dottore alcolizzato, e anche quello di Oksana.

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La storia è divisa in due capitoli, disponibili sia come puntate sia come un unicum: Gogol Nachalo e Gogol Viy, diretti dal regista Egor Baranov. La qualità del secondo è decisamente superiore, dal momento che la produzione ha ricevuto dei finanziamenti come per una produzione cinematografica, limando quindi quegli eccessi trash, che troppo facilmente sono aggiunti nelle produzioni di genere horror, in questo caso in parte volutamente per dare un pizzico di umorismo grottesco, che può anche piacere e divertire lo spettatore. Si potrebbe dire che si tratti della versione russa de Il mistero di Sleepy Hollow, con ambientazioni decisamente burtoniane, ma è un adattamento da una raccolta di racconti di Gogol, Veglie alla fattoria presso Dikanka, non molto conosciute in Italia, ma sicuramente molto apprezzate da chi conosce la letteratura russa o gotica. In secondo luogo la grande richiesta di giovani donne ricorda I fratelli Grimm e l’incantevole strega, così come il giallo riporta a diversi racconti di Edgar Allan Poe.

La terza stagione sarà disponibile solo da agosto, ma troverete intanto il trailer, dove, con grande grande sorpresa, rivediamo un personaggio tornare in scena. I festival sono una grande opportunità per scoprire quelle produzioni che difficilmente si potrebbero vedere altrimenti, non essendo (almeno ancora) presenti sulle grandi piattaforme.

Lavinia Consolato

Lavinia Consolato

Inguaribile cinefila cinofila che passa la sua vita nelle sale cinematografiche

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