Stranger Things 2: idee più grandi, idee più forti

Netflix ci regala nuove emozioni, dopo aver atteso il ritorno di Undici e della nostra banda di eroi non più tanto piccoli. Nuovi personaggi, nuove idee, nuovi cattivi, ma attenzione, siete a rischio spoiler!

28 ottobre 1984. Per stuzzicare la nostra curiosità i Duffer Brothers, sceneggiatori e registi della serie, aprono la nuova stagione introducendo una nuova figura: una ragazza con tatuato sul braccio 008, non ha gli stessi poteri di Undici, ma sappiamo già che sarà fondamentale.
Ad Hawkins, “il paese dove non accade mai nulla”, gli orrori del passato non sono dimenticati, ma la vita va avanti: al cinema danno The Terminator; un cospirazionista è sulle tracce di Undici; i ragazzi hanno abbandonato Dangeons&Dragon per le sale giochi e si travestono da Ghost Busters per Halloween; Joyce (Winona Ryders) ha trovato un compagno dolce e affettuoso, Bob (Sean Astin, sì proprio il Samwise di LOTR); a scuola arrivano due nuovi studenti, Billy, un belloccio antipatico e la sua sorellastra Max. Max, il cui nickname di gioco è Mad Max (citando i film cult omonimi di George Miller), col suo carattere indipendente mette subito scompiglio tra i ragazzi, creando conflitti amorosi inaspettati.

Ma la pace non può durare a lungo, Will ci riporta al sottosopra dopo nemmeno 10 minuti dall’inizio della puntata: qualcosa sta arrivando e non è lo stesso mostro della prima stagione. Il mostro in questione, che verrà chiamato “mostro-ombra”, e poi Mind Flayer (direttamente da D&D), appartiene ad una razza superiore che vuole conquistare altre dimensioni, è una mente che controlla tutto e quindi entrando in contatto con Will, si impossessa del suo corpo e, come un virus, può essergli fatale.
Intanto vi è un grande colpo di scena: Undici è viva, è nella nostra dimensione e abita con Hopper (David Harbour), che come un padre premuroso la protegge e la tiene con sé, creandole però una nuova forma di prigione. Il loro rapporto diventa ben presto conflittuale, ma perché la natura stessa di Undici è in conflitto: non è più una creatura spaventata dal mondo esterno, ora vuole affrontarlo. Si mette alla ricerca del passato, di sua madre, che le dà la chiave per avere delle risposte su chi sia lei veramente.

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[foto: netflix]

“Si sta alzando una specie di nebbia”. Il pericolo arriva sempre e comunque dai giochi del laboratorio segreto che aprono la porta al mostro. Questo mostro e la sua armata di “democani” (sì, fa ridere a dirlo, ma guardateli bene) sono una rappresentazione del male sempre costante nella vita. Il sopra e il sottosopra non sono altro che due facce della stessa medaglia: il male è una costante della nostra realtà. E mentre Undici va alla ricerca di sé con Kali, cioè 008, e la sua banda di anarchici che sembrano citare The Warriors – I guerrieri della notte (1979), nelle sottotrame ben intersecate della sceneggiatura, ogni personaggio ha la propria crisi, evoluzione e risoluzione. Persino il buon Bob, apparentemente così bonaccione, si rivela essere un eroe, e lo amiamo per questo.

A livello stilistico, siamo davanti ad una storia più matura, loro stessi sono più maturi, abbiamo dei personaggi più corposi, con dei desideri per i quali proviamo una forte empatia. Per non parlare della bravura di questi giovani attori, soprattutto di Millie Bobby Brown (Undici) e di Noah Schnapp (Will).
D’altro canto Stranger Things non va vista come una normale serie, bensì come un film che dura circa sette ore. Questa è la nuova serialità di classe, come Fargo (2014-2017), ogni episodio chiama il successivo. Chiamiamola pure una sana bulimia cinefila.
Mi raccomando, quando terminerete di vedere la serie, solo quando la terminerete, non perdetevi Oltre Stranger Things 2, sette puntate di tavole rotonde ed interviste agli attori e ai Duffer Brothers sulla creazione di questa nuova entusiasmante stagione.

Lavinia Consolato

Lavinia Consolato

Inguaribile cinefila cinofila che passa la sua vita nelle sale cinematografiche

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